Macrì | Il Diario di Roberta: l’amore che ritorna.
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Il Diario di Roberta: l’amore che ritorna.

 

Lo so che sono sotto esame, e che la sessione estiva è praticamente alle porte. Ma quando il sole comincia a cuocere, a filtrare tra le tende chiare della mia finestra, sussurrandomi all’orecchio che l’acqua del mare è già abbastanza calda per galleggiare ore e ore, lasciare che la pelle diventi prima rosata e poi di quel dorato che pare stia bene con tutti gli indumenti, allora io non posso fare a meno di uscire, chiudere i libri con un tonfo, affacciarmi alla finestra e vedere il mare di Napoli di fronte a me. Sento l’odore di Palazzo Donn’Anna, dei Bagni Elena, e della Gaiola che mi richiamano. Così come i ristorantini col pesce appena pescato, gli aperitivi alla frutta, o un bicchiere di vino bianco da accompagnare ad un piatto di spaghetti alle vongole, e le ultime fragole da consumare così, senza condimento.

Ma oggi è tornato Claudio dall’Erasmus.

Quando l’ho accompagnato all’aeroporto 10 mesi fa abbiamo deciso di non sentirci più per non farci del male e viverci gli anni e le avventure che ci meritiamo. Ma oggi, hanno bussato alla porta e quando ho aperto c’era lui.

Lui, la sua moto e il mio regalo. Una Borsa Macrì, con una delle stampe che ho amato per prime: due vespe colorate, come quelle che avevamo quando ci siamo conosciuti al Liceo.

Mi ha detto solo “andiamo”, e io sono andata via con lui.

Prima Napoli centro e il meraviglioso palazzo reale a far finta di essere turisti, cercare di vedere le meraviglie della città con occhi diversi, da angolature diverse, osservarli per ore, seduti sui gradini di marmo e fantasticare dei tempi in cui quelle sale erano popolate da reali in abiti pomposi e ricchi di dettagli preziosi. Gli sono piaciute le mie scarpe.

– “Sono della collezione Macrì”

– “Si vede, sono bellissime”

E poi mi ha guardata, e io sono arrossita.

Pensavo  ai libri che mi aspettavano a casa e che sarei proprio dovuta andare via.

Ma lui era di nuovo lì a prendermi la mano e dire “andiamo, mangiamo”. E così, lo straniero che era stato via tanto tempo, che avevo relegato in un vecchio cassetto della mia vita, era di nuovo tornato ad essere presente, ad esaudire i desideri che neanche avevo espresso a voce alta, a farmi vivere la giornata alla quale avevo rinunciato.

Ci siamo ritrovati in un ristorante sul mare, a mangiare spaghetti e bere vino bianco, con lo sguardo rivolto al Vesuvio e alle sue leggende.

Come finirà non lo so, per ora non ci penserò.

Roberta

 

AUTHOR: Erlinda
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