Macrì | Le strade di Roberta
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Le strade di Roberta

Le strade di Roberta

All’alba anche Napoli sembra silenziosa.

E’ uno dei pochi momenti in cui la città non parla e resta sospesa in un’atmosfera antica; esce fuori l’anima di Partenope, si fa un giro veloce, controlla il lungomare, il buio dei vicoli del suo ventre, manda un bacio ai suoi quartieri in collina, ai suoi boschi ormai rimasti radi e lancia un’occhiata ammonitrice a Vesuvio.

Dura poco, un quarto d’ora al massimo, e poi si svegliano le voci alte e chiassose che la colorano. Stamattina mi sono svegliata all’alba per cercare di studiare, a breve ho un esame importante; ho aperto la finestra e ho perso almeno un’ora a godermi i colori del mattino. Invece adesso ho deciso di chiudere i libri, non mi va di studiare.

le-strade-di-roberta-macriE poi ci sono le mie nuove ballerine che mi stanno chiamando, stanno lì, nell’angolo del mio armadio, con i loro colori brillanti, che vogliono solo essere indossate e portate in giro per Napoli: quando le ho viste, dietro la vetrina, con quel giallo splendente e il blu del mare, è stato amore a prima vista.

Mi è venuta in mente la Sicilia, e la Grecia anche: le meravigliose estati che trascorrevo da piccola, correndo tra i vicoletti profumati di mare e limone, di mia zia che mi rimproverava perché li staccavo dagli alberi e correvo via, verso il mare. Via, ho chiuso i libri, infilate le scarpe, prese le chiavi della mia vespa gialla e mi sono chiusa la porta alle spalle. Ma quanto sono belle queste scarpe? Si abbinano anche alla mia Vespa.

Sono le 8.00 del mattino, ma qui in centro sembrano già le 12; tutti per strada, le macchine nel traffico, la signora prende il caffè al bar prima di aprire il negozio, l’ambulante è già pronto con la sua bancarella; io sfilo tra le macchine in fila al semaforo, diretta verso un’unica direzione, il lungomare. Lo so che è banale, però è uno dei miei luoghi preferiti; una specie di limbo dove turista e cittadino si fondono e si mescolano nell’ammirazione di uno spettacolo che non stanca mai.

Da Posillipo, dove sono cresciuta, il mare si vede solo dall’alto e per quanto sia incredibile la vista, ad un certo punto della mia vita ho sentito crescere il desiderio di vederlo più da vicino, di toccarlo quel mare un po’ maledetto. Oggi inizia questo mio diario un po’ strano: mi sono detta che tra vent’anni vorrò ricordarmi com’è osservare Napoli quando hai vent’anni; com’è vivere questi vicoli che da lontano sembrano grigi e che invece da vicino risplendono di vita e colori diversi; che effetto fanno le voci e le persone, le risate, i lampioni e i panni stesi; il mare, gli scogli, i castelli e corni appesi ovunque.

Io questa Napoli me la voglio ricordare così.

Come un’opera d’arte in continua trasformazione.

AUTHOR: macrisegnicreativi
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