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La bella Mbriana

Don don don …

Dodici rintocchi quelli del campanile della chiesa dietro casa, una delle tante a Napoli…

È Mezzogiorno!

Le tende si gonfiano al vento,

il profumo dei fiori si spande nell’aria calda di questa bella casa

al mio passare tra una stanza e l’altra, invisibile agli occhi di chi

si affaccenda per sistemare e pulire facendo a volte tanto

di quel rumore che…

mi innervosisco!

Ieri l’altro ho sentito che parlavano tra loro di lavori di muratura da farsi nella ‘mia dimora’

Eh no! Non sopporto la confusione e le macerie;

non sono d’accordo andrò via dalla loro casa,

non prima però, di aver fatto qualche dispettuccio se mi contrarieranno!

Mi sono cari e veglio su di loro, proteggendoli;

il piccolo di casa mi vide farfalla mentre il nonno geco

… di soprassalto mi scorsero, ma

Et voilà, trasformata ai loro occhi in un attimo qua, perché uno spirito sono in verità!

Ecco li sento rincasare…”

“ Shhh! – Fate silenzio, non urlate così!

Sapete che si spazientisce non vogliamo che vada via

Le ho portato dei fiori freschi e profumati,

in casa non devono mai mancare,

Lei li adora!

Trasite, trasite; entrate e salutate

 – Bona sera Bella ‘Mbriana! “

“Così loro mi chiamano; ma Meridiana è il mio nome

e sono lo spirito buono della casa“

 

L’antica tradizione di tramandare racconti e leggende

Tra i personaggi leggendari e magici che animano le credenze popolari partenopee, la Bella Mbriana è senz’altro uno dei più affascinanti.

In un passato non troppo lontano, quando le famiglie si riunivano, il tempo passava tra racconti semplici e conviviali, attraverso i quali si tramandava la cultura popolare. Nelle serate in famiglia, magari mentre si cenava o nelle domeniche in cui si consumava la tradizionale visita dei parenti, era d’uso indottrinare i più piccoli attraverso racconti e miti, ritenuti dei veri e propri dogmi dai quali trarre insegnamenti per crescere i ragazzi con sani principi.

Napoli, con la sua lunga storia pervasa da leggende, credenze e rituali, è da sempre fonte inesauribile di questi insegnamenti. Il racconto più gettonato dalle nonne era quello della Bella ‘Mbriana, che non potevi assolutamente non conoscere, per il bene della casa e della famiglia.

La bella Mbriana, un mito nato da un amore infelice

Una storia che affonda le sue radici in un passato lontano, fatto di principi, di onore di amori negati. Una bella principessa amava, non corrisposta un cavaliere che onorava il suo Re ad ogni battaglia. L’amore della principessa era così profondo ed assoluto, da accontentarsi anche solo di guardarlo. Un giorno però il cavallo del giovane condottiero, tornò al regno da solo. L’eroico ed indomabile cavaliere aveva trovato sul suo cammino, un nemico più forte di lui. Il dolore della principessa fu così violento da farle perdere la ragione creando in lei un vuoto assoluto. Tanto smisurata era stata la disperazione che in preda alla pazzia iniziò a vagare per i vicoli della città, come un’ombra, alla ricerca di qualcosa che mai trovò. Il re, suo padre, disperato, non sapendo cosa fare, per proteggerla, decise di ricompensare anonimamente coloro che aprivano la propria casa alla sua povera figlia, impietositi da tanta infelicità. Nasce così la leggenda di una misteriosa figura femminile, che dimora nelle abitazioni del popolo partenopeo e le protegge.

La Signora della casa, protettrice della casa e dei suoi abitanti.

Una volta accolta in casa, la Bella Mbriana controlla e consiglia i membri della famiglia che godono così della sua tutela. È portatrice di prosperità ovunque sia ben accetta e viene invocata nelle situazioni difficili e che compromettono la serenità familiare. Una presenza benevola e gentile che pare ami stare solo nelle case i cui abitanti le portino rispetto.

Gli anziani ancora lasciano per lei una sedia vuota in casa, o un posto a tavola, un ossequio al buon angelo del focolare. Perché ‘A bella Mbriana potrebbe entrare e sedersi per riposare. E se tutte le sedie fossero occupate la nostra amica potrebbe andare via e non riservare le sue cure a quella casa per mancata ospitalità!

Molti le rivolgono un saluto entrando in casa e si congedano da lei uscendo, per salutarla nuovamente al rientro. Si può anche non credere alle leggende, ma salutare la Signora della casa è un piccolo consiglio che ci sentiamo di condividere. Basta un semplice “Buonasera Bella Mbriana” per comunicarle affetto e rispetto. Del resto, come diceva il grande Peppino De Filippo: “Non è vero… ma ci credo!”.

E a Napoli, nessuno oserebbe mai rischiare di inimicarsi uno spirito così potente e benevolo!

Un mito celebrato da Pino Daniele e custodito nella cultura popolare

Quello dellaBella Mbriana è un mito che tende ormai a sparire tra le nuove generazioni. Molti ne conoscono il significato grazie al cantante napoletano Pino Daniele, che ha intitolato proprio “Bella ‘Mbriana” una delle sue più popolari canzoni e da cui prese il titolo il suo quinto album pubblicato nel 1982.

È importante non offendere mai la Bella M’briana screditando quella che è la nostra casa ma anche la sua dimora. Mai lamentarsi in casa, dicendo per esempio che è piccola, umida, buia, malandata. Mai dire “Voglio cagna’ casa!” ad alta voce, meglio non farsi sentire. Perché la Bella Mbriana è buona con i buoni ma un po’ dispettosa con i “cattivi”.

Se interroghiamo i Lari scopriremo che nel mondo antico già esistevano i numi protettori della casa, insieme con Vesta ed i Penati. Il Lare proteggeva i beni e veniva onorato da tutti i componenti della famiglia. Come i Lari, riccioluti giovanetti, danzavano con tuniche leggere nella dimora avita, così la Bella ‘Mbriana, nella tradizionale leggenda napoletana, fluttua leggiadra col vento, confondendo le sue vesti con le tende rigonfie, al suo benefico passaggio!

Una figura affascinante e misteriosa

È difficile descrivere l’aspetto di questa figura affascinante e misteriosa, poiché appare solo per qualche istante, magari nel riflesso di una finestra o in un angolo poco illuminato della casa. È facile scorgerla tra le tende mosse dal vento in una giornata di sole (se è corretta la derivazione del nome dal latino Meridiana, il nome stesso allude ad uno spirito diurno, che si intravede alla controra, ossia nel primo pomeriggio).

Si tratta sempre di apparizioni fugaci che ci fanno dubitare di averla davvero vista. Pare che quando uno sguardo umano la sfiori lei si trasformi addirittura in geco, un animaletto ritenuto appunto porta fortuna e che, secondo antiche credenze, non bisogna mai scacciare dalla propria abitazione se non si desidera che la buona sorte ci abbandoni.

La bella Mbriana Macrì: una scultura per tenere in vita le antiche tradizioni napoletane

È da queste affascinanti storie che nasce la nostra bella Mbriana, con il desiderio di preservarne la memoria e diffonderne la conoscenza. Nasce come scultura perché materie vive come la terracotta e la porcellana ci consentono di dare forma a quello che è il nostro pensiero, ispirato in particolare da questa bella figura femminile che quasi danza con le tende mosse dal vento, dietro le quali si nasconde.

È una scultura modellata a mano e smaltata in seconda cottura che viene spedita in un elegante astuccio che la rende perfetta come dono speciale.

 

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